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Le Origini di Majebeau [Reprise].

Il reame sotterraneo dell'Underdark è un posto crudele e spietato.
Una delle sue città , Bersabea, è sotto il giogo della nobile famiglia drow  Nyeran.
Essa è detentrice delle piu' alte e prestigiose cariche, che le permettono il
controllo assoluto della città e dei suoi dintorni.

Anni fa in, questa famiglia  nacque una bambina. Essa, grazie alle sue
brillanti capacità ed alla sua nobile nascita, venne  destinata a diventare
sacerdotessa di Mobius. La piccola venne chiamata Majebeau e crebbe bella
e versata nelle arti magiche, ma anche incosciente, egoista, incostante e
capricciosa. Nonostante tutta la famiglia ed il suo seguito cercassero di
tenerla rinchiusa nel palazzo che era la sua casa, Majebeau, riusciva sempre
a sgattaiolare da una porta,una finestra o  da un passaggio segreto ignoto
anche ai suoi genitori.

La giovane adorava molto visitare l'Underdark , spesso si faceva accompagnare
nelle sue scorribande da altri elfi oscuri di rango inferiore.
La sua bellezza , la loquacità  ed il suo fascino, rendevano l'elfa un capo a cui era difficile disobbedire.

La ragazza crebbe così, audace, spavalda e fedele alla sua famiglia benchè mal sopportasse le regole che la imbrigliavano e mettevano un freno alla sua curiosità.

Un giorno, mentre percorreva i passaggi che la portavano alle fondamenta del
 suo palazzo, vide che erano state messe delle guardie alla porta delle
segrete, rimaste inutilizzate da lungo tempo.
La curiosità spinse così Majebeau a spingersi in un luogo che aveva sempre
evitato perchè solitario e cupo.
Attraversò tutti i cunicoli a lei noti e le celle abbandonate, fino a quando
non si ritrovò in una cella ancora in buono stato, col pavimento ricoperto
da paglia ed in cui aleggiava la presenza di qualcosa di alieno.
La presenza di qualcosa venuto dall'esterno... Dall'esterno dell reame sotterraneo...

Nel buio della segreta i suoi occhi scorsero un lucore riflesso...
"Non ho mai visto una pelle del genere..." pensò, avvicinandosi con cautela
alla creatura.
Non percepì alcun fetore sgradevole come raccontavano le favole delle vecchie
matrone sulle creature di superficie.
La pelle dell'essere non appariva liscia e viscida come quella delle salamandre, bensì le ricordava la seta ed il raso dei suoi vestiti piu' preziosi... I capelli non sembravano bava di drider, ma una moltitudine di sottili fili color ebano.

Il respiro della creatura si fece piu' veloce, si sentiva osservato.

Majebeau si domandò se per caso quel corpo slanciato e perfetto, non fosse una parvenza illusoria con cui l'essere aveva voluto ammantarsi per sedurla.
Dall'aspetto giudicò che fosse piu' o meno vecchio quanto lei e che già da tempo avvertiva la sua presenza.

L'elfo prigioniero mormorò qualcosa.

Majebeau iniziò febbrilmente a ricercare nella propria mente il significato di quella frase.
Tempo addietro aveva sbirciato nella sezione dei libri proibiti della biblioteca di famiglia, lì, fra testi di magia nera e necromanzia (cose che avrebbe dovuto imparare, un giorno, sotto l'esperta guida di una sacerdotessa), aveva trovato diversi libri scritti nel linguaggio degli  elfi luminosi... Siccome la sua famiglia non le avrebbe mai permesso di
imparare la lingua dei loro nemici, la ragazzina, aveva messo anima e corpo nel tentativo di infrangere quel divieto, imparando la lingua proibita.

L'elfo ripetè la frase, il significato era chiaro, le aveva chiesto chi era.

"Una prigioniera come te" disse Majebeau, cercando di imitare la pronucia
del giovane.

"Prigioniera? E come? Sei entrata a piacimento nella mia cella e con tant'altra facilità ne uscirai! Nulla ti trattiene! Sei venuta ad uccidermi?"
"No! Perchè dovrei?? Sei sconfitto ormai. Non mi puoi fare niente... Se ti uccidessi sarebbe un gesto vile e privo di valore..."taque e riprese, punta sul vivo"Comunque anch'io sono prigioniera di questo luogo...Non sono le pareti a trattenermi, quanto i miei doveri verso la mia famiglia..."

"Cosa sei?" domandò il ragazzo
"Una serva"rispose Majebeau con  un' amarezza falsa ma che aveva buone ragioni
ad esistere "I miei genitori, troppo poveri per mantenere la famiglia lavorando loro soli,
mi hanno mandata qui, come ancella. Mangio e riposo bene mentre quello che guadagno
va nutrire i miei fratelli..."terminò Majebeau.

"Sei fortunata" disse il ragazzo "Io ed i miei familiari siamo stati rapiti
durante un'incursione dei vostri...Non so nemmeno se loro sono ancora vivi..."

Majebeau sapeva cosa accadeva ai luminosi deportati nell'underdark... Era certa che morissero fra dolori, soprusi ed umiliazioni terribili...fortunatamente a lei sconosciuti... Si domandò come mai il giovane fosse stato acquistato dalla sua famiglia e quanto presto sarebbe giunta la sua ora... Scacciò quel pensiero, lei aveva trovato una novità molto piacevole, a pochi della sua razza era capitato di parlare con tanta tranquillità ad
un luminoso... Voleva porgli molte domande sulle sue usanze e sulla sua stirpe, la conoscenza era potere e l'occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare.

Passarono giorni e giorni e Majebeau scopriva sempre nuove cose sui luminosi
e sul suo prigioniero... Scoprì che l'orgoglio non era la sola cosa ad accomunare le due
stirpi, e che ciacuna era il riflesso dell'altra...Uguali in ogni particolare ma opposti.

Un giorno il luminoso le chiese cosa sarebbe accaduto di lui.
"Non lo so...E' gia' tanto che tu sia sopravvissuto per cosi' tanto tempo...Forse aspettano
che tu riveli qualcosa..."
"Ho gia' rivelato tutto me stesso a te."
"Ed io pure...se non fossi sicura che non uscirai mai da qui non ti avrei raccontato
della mia vita." disse la drow pensando alle sue menzogne.
"Ahhh...certo! Tu non perdi nulla!"
"Davvero? Mi avrebbero uccisa se tu avessi rivelato la mia presenza qui...
Voglio farti un favore... Ve lo devo...anche se ciò potrebbe mettermi in luce come nemica
della mia famiglia...Ecco...io so che comunque tu non mi tradirai... ed il piano funzionerà "
"No...non dovete rischiare per me..."
"Non ti preoccupare...fra una decina di giorni nel mese di Mobius nel giorno del genetliaco della mia giovane Signora avverrà la sua iniziazione alla Via di Mobius, essa verrà riconosciuta degna dalla sua gente...Questo sarà il suo primo passo per
diventare sacerdotessa di Mobius... Dopo che lei sarà marchiata colla tenebra
verrà lasciata sola a meditare e la sua famiglia e tutti i servitori si ritireranno in preghiera
fino al giorno seguente... Io verrò rispedita a casa a ritrovare la mia famiglia... Celerò
la mia assenza come lungaggine del rito ed in poco tempo voi attraverserete i
cunicoli che portano fuori da questa magione e sarete libero di ...sopravvivere...
Posso assicurarvi con certezza che fino a quando non varcherete la soglia di questa
dimora non subirete alcun male...dopo...dipenderà da voi..."
L'elfo ascoltò le parole, incredulo, fissando la giovane negli occhi offuscati dalle lacrime.
"Voi...state dicendo il vero! Fareste questo per me?!? Voi...voi..."
"...Sono un'essere abietto che tradirà la propria famiglia..."disse Majebeau singhiozzando.
"No...loro sono capaci solo di odiare...voi...voi...Siete l'unico cuore nobile qui!!!" disse
abbracciandola. Majebeau lo scostò, si allontanò da lui e scomparve nel passaggio
segreto.


Giunse il fatidico giorno.
Vestita con un sottile abito di seta e con al collo un pendaglio d'argento a forma di
mezzaluna, Majebeau fece l'ingresso nel tempio di Mobius, stringendo fra le mani
una giara del sangue di una vittima da lei stessa sacrificata nella segretezza della
Cripta di famiglia...La creatura sacrificale doveva essere fortemente legata alla luce
e lei aveva scelto una vera rarità, una candida colomba portata dai mercanti dalle terre
straniere. I genitori sorrisero a questa stranezza ma compresero che la colomba
rappresentava meglio il bene dei soliti schiavi umani a cui si soleva fare ricorso.
 
La giovane attraversò la navata del tempio col cuore che sembrava fosse salito in
gola per soffocarla coi suoi battiti. Gli affreschi del tempio narravano la storia gloriosa
delle sue sacerdotesse nei momenti in cui facevano tramite a Mobius:
Ska'rye, la crudele, che a mani nude e ammantata d'ombre maligne aveva sconfitto un
battaglione di paladini fedeli a Chastil.
Aer'shaw, la splendida, che mandava illusorie visioni in forma di fulgide amanti a Re ed
imperatori per corromperli ed inimicarli fra di loro e far si che si annientassero a vicenda
e così poter raccogliere i frutti dell'odio che aveva sparso.
Ravéna, la nera, che strinse crudeli patti con la Dea della morte Trycksty per diventare
sempre piu' potente ad ogni morte che causava. Essa divenne Grande e con lei il Reame
Oscuro, ma alla fine la sua sete di morte e potere la rese ingorda e letale come una stella
spenta, ed il suo potere, il suo dominio ed il suo regno implosero su di lei.

Majebeau passò davanti ad altre e piu' crudeli fra regine e sacerdotesse, fino ad arrivare
alla scalinata dell'altare.
Lì in piedi in tutta la sua oscurità si ergeva Nuohore, la sacerdotessa da cui avrebbe
ricevuto ogni insegnamento e che avrebbe dovuto sconfiggere per occuparne il posto.
Era giovane, molto. Avrebbe potuto essere la sorella maggiore di Maj, ma lei sapeva
bene che era sacerdotessa da molte decine di anni... E che non era certo lei la prima
designata a ed esserne erede...Le altre aspiranti erano morte durante l'apprendistato.

La Gran Sacerdotessa la guardò con malcelato scherno... Maj non cambiò espressione. Ora lei non era che una ragazzina che doveva essere iniziata... Nuohore non uccideva mai prima dell'apprendistato...e quando lo faceva, lo faceva apparire un incidente.
Il rito iniziò e durò per svariate ore, ed infine raggiunse il suo culmine.
La Gran Sacerdotessa prese e immobilizzò con una mossa imperiosa e crudele il
braccio della giovane, ed iniziò a delineare il simbolo di Mobius sulla pelle
di Majebeau...
La ragazza pensò a ciò che rappresentava il Dio dedll'Oscurità per gli altri popoli e per il
ragazzo rinchiuso nelle segrete, pensò che sarebbe stata reietta per sempre dai popoli
della luce... si sentì sporca...ma pensò che prima di sentire rimorso avrebbe dovuto
tradire la sua famiglia fra poco.


La ragazza venne lasciata sola nella cappella sotterranea della propria famiglia, da lì, attraverso i passaggi segreti, fu per lei uno scherzo raggiungere la cella.
Aprì i ceppi del giovane con una formula e lo accompagnò lungo uno stretto budello le cui pareti erano ricoperte di funghi fosforescenti, giunti alla fine Majebeau aprì una porta e salutò il giovane. "Se verrai scoperto non dire nulla di me, e ora và, sei libero. Sta te ora sopravvivere, Addio." "Giuro sulla luce delle stelle che non tradirò il tuo segreto" mormorò il giovane. E scomparve nell'apertura.

L'elfa ritornò nella cappella e riprese la meditazione, sprofondando in una cupa trance.
Un sonno popolato di orrende visioni, accolse la giovane drow.
Rinvenne dai suoi incubi per ritrovarsi nel peggiore di essi.


Alte volte, ricettacolo d'ombre che danzavano alla luce delle torce, s'ergevano sul suo capo. Enormi e slanciati pilastri ricavate da eoniche stalagmiti s'alzavano a toccare il soffitto... Difianco a  lei due altissime guardie drow, imponenti e fredde ed inespressive come i pilastri, bloccati in un silenzio che pareva durare ere. Nelle cappelle laterali ombre sottili o ricurve che bisbigliavano...dovevano essere le matrone drow, capi delle casate... Quello era il tempio immerso nel crudele baluginìo della luce del fuoco... in esso era assiso il Consiglio delle Casate... tutto era preparato per giudicare un traditore capitale.
Un traditore della razza e del sangue, lei.

Era inginocchiata, con le mani legate dietro alla schiena, difronte a Nohuore che dava di spalle all'altare del tempio...Credeva di stare sognando, di essere circondata da ombre informi, che respiravano sibilando...

Le matrone durante il consiglio venivano circondate da una tenebra magica che serviva a metterle in simbiosi telepatica, a formare un'unica mente, illuminata  dall'oscurità donata da Mobius. La Sacerdotessa aveva il compito di evocare la tenebra, di essere l'accusatore, il boia e l'ancora alla realtà per la mente collettiva delle matrone in trance.

Nohuore aveva una maschera inespressiva al posto del volto, ma Majebeau immaginava come avesse preso la notizia... L'intuizione di una lunga risata lungo le pareti del tempo le raschiò il cranio dall'interno, irritando il suo orgoglio.

"Consiglio!" sussurrò la Sacerdotessa "Qual'è il vostro giudizio?"
Sapevano già tutto, evidentemente nella trance della meditazione avveniva una sorta di esame di coscienza, in qualche modo il suo inganno era stato rivelato, non importava come.

Nel buio, delle ombre più nere di quelle nascoste negli angoli della mente,
emisero un verdetto, con un murmure lungo e costante che si perse nelle volte
del tempio...

"Che la sua fedeltà...","Venga provata...","Che la colpa...","Col sangue
dell'empio...", "Sia lavata...","Berrà il buio...","La linfa vitale...",
"Per porre rimedio...","A questo male..."

"Portate qui l'empio!" ordinò la sacerdotessa.

In fondo al corridoio risuonarono i pesanti passi di due guardie ed  il tintinnìo di catene di un prigioniero. Majebeau chiuse gli occhi...sapeva che non sarebbe stata in grado di sopportare quella prova.

Il  suo sguardo vagò sperduto per la stanza finchè non incontrò un altro paio
d'occhi.

Era la prima volta che li vedeva chiaramente... Avrebbe che il tempo diventasse immoto in quello stesso istante.

In un altra situazione avrebbe gridato di gioia come un guerriero vincitore di una lunga battaglia, ma la consapevolezza del destino del giovane le fecero uscire uscire un mugolìo strozzato dalla bocca.

Intanto le ombre delle matrone mormoravano il loro disappunto e la loro
vergogna. "Non è degna...","Traditrice del suo popolo...","Serpe lasciva..."
,"Ignominia e bestemmia...",
Ma parole che sarebbero state la morte della vecchia sè stessa erano solo
fastidiose come il ronzio di un'insetto.
Non le importava nulla di gente che non era in grado di non riconoscere le proprie origini piu' antiche, la bellezza e la conoscenza che le venivano offerte dai prigionieri, la parte piu' ricca di ogni bottino, ma che veniva considerata alla stregua di un artefatto appena piu' complesso di un golem.
La sua gente era forte potente...come i pilastri del tempio...ma non era in grado di cambiare, di modificarsi...se non spezzandosi... Non erano in grado di sopravvivere ai cambiamenti. Lei voleva ...cambiare...voleva che si salvasse la bellezza di quel ragazzo... non c'era niente di così puro nella Terra d'Ombra...forse nella luce poteva trovare ulteriore forza...

Guardò ancora una volta quegli occhi in cui la luce delle torce rimaneva imprigionata come in una prigione di zaffiro e smeraldo... Mormorò una preghiera a quella luce diurna che sperava fosse rimasta anch'essa intrappolata in quelle segrete delicate e scintillanti... e scattò.

Ma  il buio e l'incoscienza erano pronti ad  assalirla e lei cadde, senza sapere chi le avesse regalato la maledizione dell'oblìo...


[...]

L' unica cosa che Majebeau ricordò in seguito è che veniva deposta brutalmente al suolo, mentre delle voci parlavano concitate. Guardando in alto, mentre l'incoscienza la riagguantava, vide splendide gemme luminose, incastonate lontane ed inafferrabili sulla volta nera di un soffitto alto piu' di qualsiasi grotta dell'Underdark... Sì sentì felice perchè vide ciò che la voce del ragazzo aveva sempre tentato di raccontarle e che gli occhi
del giovane elfo inconsapevolmente esprimevano, la bellezza della luce, lo splendore delle stelle.  

Rumori, urti, un sapore acido e secco in gola e la luce del giorno si
avventarono su Majebeau ed i suoi cinque sensi.
Corde le stringevano i polsi, l' emicrania dilaniava la sua comprensione e
urla le giungevano alle orecchie...
"Schiavisti" fu la risposta che si diede.
"Si sta svegliando" sentì mormorare in lingua elfica, subito seguita da
altri mormorii.

Appena Majebeau riuscì a riprendere definitivamente conoscenza si accorse
di essere imprigionata in un carro assieme a donne di svariate razze. Tutte
erano legate con corde ed appoggiate, chi alle pareti, chi al pavimento del carro.
Tutte erano terrorizzate e silenziose...Provò a parlare ad alcune elfe e svirnfebli
nella loro lingua ma il suo aspetto ed il tatuaggio di Mobius incutevano terrore
a chi veniva interpellata. Riuscì quindi a capire solo dove erano dirette,
a New Thalos, ove sarebbero diventate concubine, serve, ancelle,
prostitute e chissàcos'altro.
"Se non altro sarò il pezzo forte dell'asta..." pensò amaramente, rendendosi
conto d'essere fra le più belle e sane. Si addormentò...tanto valeva che
qualcuno la uccidesse nel sonno ora che aveva perso la libertà.

Le diede il buongiorno la sghignazzata di uno schiavista che la prendeva di
forza dal carro e la depositava  sul pavimento di un enorme edificio.
Vennero tutte prese e smistate all'esterno dell'edificio, Majebeau venne
portata con le donne più sane all'interno e lì lavata da delle enormi
serve troll e preparata per l'asta delle schiave.

Poco dopo vennero portate da rozzi schiavisti su un palco di uno dei
padiglioni in cui era diviso l'edificio. Il luogo brulicava di ricchi
aquirenti, vestiti con opulenza ostentata ed in cerca di costose ed esotiche
concubine. "Vorrei che schiattassero tutti." pensò Majebeau percependo i loro
sguardi lascivi sul suo corpo.
Le giovani donne vennero quindi messe in riga i base alla bellezza; o almeno
così giudicò Majebeau che era ultima partendo dalla sinistra degli aquirenti.


L'asta durò molte ore e Majebeau pensò che non era mai rimasta in piedi così
a lungo ,nemmeno negli estenuanti rituali dei drow, dove almeno si cantava.
Quando venne il suo turno vagliò mentalmente mille modi per togliersi la vita
per salvare la sua dignità, glieli avevano insegnati molti le leggende delle
matrone, ma pensò che forse era meglio rimanere in vita e scaricare la sua
ira su chi l'avrebbe comprata.

Venne portata fino al bordo del palco e vennero raccontate mezze verità sul
suo conto: lei era figlia della regina dei drow ripudiata dalla madre perchè
aveva più volte cercato di accoppiarsi con membri che non appartenevano alla sua razza, dai- e qui lei avrebbe ucciso l'imbonitore schiavista, non fosse per i ceppi
che la bloccavano- Troll ai Minotauri. Fortunatamente la sua virtù si era preservata
grazie agli sforzi della madre.
"Proprio così signori!!" urlò l'Imbonitore "Un'autentica e incorrotta furia di piacere
che non aspetta altro che venga saziato ogni suo desiderio. Majebeau, la Nobile e
Selvaggia drow dell'Underdark !!!"

Sentì che qualcosa in lei veniva nuovamente infranto, la sua famiglia aveva
consegnato il suo nome agli schiavisti, l'aveva definitivamente ed
irrevocabilmente ripudiata, aveva dimenticato il suo nome...Tutti coloro che
stimava ed a cui era stata fedele...Sentendosi traditi...L'avevano ripudiata.
Gli occhi le si inumidirono. Gli aquirenti commentarono con fischi ed insulti.
"Che l'asta abbia iniziò" strillò l'Imbonitore.

Majebeau si guardò intorno vedendo i "migliori" aquirenti fare a gara per
appropiarsi di lei... Allora abbassò la testa pregò tutti gli dei oscuri per
essere liberata o uccisa... Passò un'infinita mentre le offerte salivano
rapidamente.
Rialzò la testa. Non era avvenuto niente.
Singhiozzò il suo dolore e abbandono...
Abbassò di nuovo la testa.
Pregò l'anima del prigioniero delle segrete, pregò la speranza e la luce
che aveva conosciuto attraverso lui...Lasciò passare altri attimi che credeva
eterni.

Sentì una voce diversa dalle altre, femminile, gentile e ferma e nobile, con
un'accento che le ghiacciò il sangue nelle vene.
"Cinquantamila monete!"
A lanciare l'offerta era stata una donna elfica, vestita con una lunga veste
amaranto, i capelli grigi e occhi che trattenevano lampi di fiero orgoglio.

Tutti rimasero sorpresi da questa  improvvisa comparsa, nessuno, difatti,
l'aveva vista arrivare.
Majebeau guardò con stupore la donna, mentre questa sembrava accennare un
impercettibile sorriso alla ragazza.


[...]

Un' ombra cupa attraversò i corridoi della Casa delle Aste.
In una stanza il grasso Imbonitore russava sonoramente, dormendo il sonno
dei malvagi soddisfatti, sognando nuovi affari e nuova carne da vendere.

Una guardia crollò a terra.
L'altra fu carbonizzata da un fulmine.

L'Imbonitore s'indignò con se stesso, come poteva sognare che qualcuno
entrava nelle sue stanze??? Avrebbe preso a schiaffi il suo corrotto
subconscio per questo fastidio... Ma il perfido meccanismo onirico gli
continuava a proporre inquietanti visioni di un'ombra sottile e tortuosa
che si infiltrava da sotto la porta, che si avvicinava...

Il grasso uomo aprì gli occhi di scatto. Un freddo pugnale d'argento gli
premeva sulla carotide.

"Ciao porcellino ripieno..." disse beffarda una voce gelida.
"Chi?"
"Non ti deve importare...solo una delle centinaia di schiave vendute che
ti passano ogni giorno sotto gli occhi...sotto le mani..." continuò la voce.
"Le guardie..."
"Dormono."disse ridacchiando la voce"Ma solo le piu' fortunate."
"Mi ucciderai?"
"E' fuori da ogni dubbio."
"Ma chi sei?"
"Ahhh...vuoi farmi parlare perchè così le mie parole verrano evocate
da questa stanza da uno psicomante esperto vero??? Vuoi che dica il mio
nome per avere la tua vendetta..."
"Non è per questo...quando troveranno il mio corpo basterà un negromante
di mezza tacca per sapere dove sei..."
"Gia'...ma nessuno m'inseguirà..."
"Perchè sei così sicura di farla franca?"
"Semplice... un giorno le forze del Male mi abbandonarono, e fui aiutata
da quelle del Bene, che tentarono di redimermi... Questa notte le forze
malefiche hanno voluto saldare il loro antico debito con una loro persa
adoratrice e lusingarmi perchè tornassi da loro... Questa notte l'oscurità
è scesa su di me e guida le mie azioni e centuplica il mio potere...
Nessuno vorrà vendicare la tua morte dopo che avrà visto il tuo cadavere...
E nessuno dei tuoi sottoposti ti vendicherà... Saranno tutti occupati a
cercare di usurpare il tuo posto e a lottare fra loro... Per diventare
padroni di tutta questa lercia fogna..."
"Quindi...tu rimarrai così solo per stanotte?" l'Imbonitore si sfregò
l'anello della mano destra con il pollice tremante.
"Esatto.."la voce si bloccò, l'Imbonitore aveva azionato un incantesimo
difensivo posto in uno dei suoi innumerevoli anelli che gli adornavano le
grasse mani.

L'ombra che teneva avvinghiato il pingue uomo fu scaraventata dall'altro lato
della stanza, contro una tenda impalpabile. Si rialzò fulmineamente, come
se fosse un'autentica ombra di liquida oscurità e non una persona sotto
l'influsso di un demone oscuro.

L'Imbonitore correva a perdifiato nei passaggi della casa delle Aste.
Era certo che le trappole avrebbero fermato quella megera, era sicuro che
gl'incantesimi l'avrebbero fermata...Ma perchè prima non avevano funzionato?
Era sicuro che l'ombra sarebbe morta prima di raggiungerlo. Ma allora
perchè'?
Perchè moriva di paura?

Voltò un'angolo e si trovò l'ombra davanti.
Una chioma di serpi e ali di tenebra, due occhi di braci scarlatte e
l'intuizione di un sorrisetto sardonico lì dove ogni essere antropomorfo ha
labbra.
E mani.
Mani che disegnavano nell'aria, con mortifera grazia, simboli di catastrofe e distruzione.
Simboli d'inferno e d'oscurità...
Le mani d'ombra si congiunsero formando una coppa.
Dentro la coppa un'inferno in miniatura.
Demoni di fiamma, orrori di tenebre e carne putrefatta si contorcevano
all'interno del passaggio dimensionale, premendo per entrare nella consueta
realtà.
La figura allargò le braccia, ampliando l'apertura per l'inferno.
Il cerchio di fiamma si allargò e L'imbonitore distinse chiaramente le
strida dei demoni che si precipitavano per ghermire l'attesa vittima.

Il grasso criminale avrebbe voluto gridare, fuggire, urlare.
Ma rimase come una statua di cera davanti al fuoco di un'incendio.

I demoni balzarono dal cerchio infuocato dell'incantesimo e si avventarono
sul loro pasto.

L'anima dell'Imbonitore venne strappata dal suo corpo che si avvizzì
all'istante.

I demoni precipitarono nel passaggio da cui erano entrati portandosi dietro
la loro preda.

Il cerchio si richiuse, le ombre svanirono.
Majebeau s'incamminò silenziosa e fredda verso casa.

[...]

La drow giunse davanti alla casa con i Non-ti-scordar-di-me sui davanzali. Entrò
silenziosa dalla porta. La donna dai capelli grigi era seduta di fronte ad un tavolo nella
cucina, si voltò verso Majebeau.Si avvicinò a lei e fece per abbracciarla.
La ragazza l'allontanò con uno sguardo duro.
"L'hai ucciso?" domandò la donna, squadrandola incuriosita.
"Sì" rispose in un sospiro.
"E?"domandò la donna.
"Non è stato affatto piacevole...essere posseduti"
"E uccidere?"
"Se lo meritava e l'avrei fatto di mia volontà..."
"Ma non è stato piacevole..."
"La vita sarà piu' piacevole senza quell'essere ed i suoi scagnozzi..."
"Altri prenderanno il loro posto, lo sai, uccidere non servirà a niente, redimere ed
aiutare sono le sole vie perchè trionfi la pace e non vi siano dolori inenarrabili su questa
terra..."
"Lo so. Ma tu sei saggia e la tua esperienza e la tua anima ti dicono questo, ma io....
Sono crudele con chi odio ed odio coloro che rendono la vita indegna di essere vissuta...
Contro coloro che ostacolano i miei disegni e rovinano la bellezza e storpiano la conoscenza per i loro scopi...
La mia anima è nera e la mia esperienza grida ancora vendetta..."
"No, la tua anima è solo buia e la tua esperienza è poca e triste... Troverai qualcuno che
ti illuminerà la tua anima e vivrai esperienze gioiose anche combattendo...Col tempo
crescerai ed imparerai nuove vie per rendere migliore la vita di tutti su Therial..."
"Col tempo...me lo auguro di tutto cuore..."disse guardando il tatuaggio.
"Non preoccuparti, gli Dei hanno questioni piu' importanti che correre dietro ad una
ragazza... E alcuni di loro giacciono sognanti nelle loro aule, da tempi immemori, in Regni piu' nascosti degli stessi piani astrali... Non preoccuparti..."
"Grazie" disse abbracciando la donna "Grazie di tutto, cosa posso fare per ringraziarti?"
"Crerscere saggia altruista e forte" disse la donna "E so che lo farai, ora vattene e
attraversa quel benedetto portale"

Majebeau pianse, per la seconda volta, e s'incamminò verso il Tempio.


 

 

Vacanze Finite.


"Venti promesse.

Venti progetti.

Stracazzi.

Ne avessi concluso uno!"

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Ci sarebbe da fare. Ci sarebbe da dire.

Che finalmente mi sono laureato. E bene. E con gioia.

Che finalmente ho trovato un lavoro. Stimolante. Non da fame nè da sclero.

Che finalmente sono andato via di casa, anche se la casa dei miei è una reggia da cui è difficile stare lontani perchè è bello riflettere e creare, ma ancora di più se poggi i piedi sul parquet invece che sulle mattonelle. (Adoro il parquet).

Che finalmente le ruote girano da un bel pò e posso riuscire a controllare meglio la loro velocità e la complessità di quel che devo fare.

Che sto finalmente iniziando ad organizzarmi.

Che devo andare a mangiare perchè questa mattinata è stata piena ed i giorni a proseguire lo saranno ancora di più.

Weir

Tutto scorre, ma la saggezza rimane

«Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civilità e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo».

Tratto da De la démocratie en Amerique di Alexis De Tocqueville, 1840.

Un altro sistema...è possibile?


E' strano che Facebook stia titillando il mio impegno politico e mi spinga a pensare in maniera più approfondita...sto impazzendo?

tizio:
"si dai! comunisti mettete tutti i filmati che potete! tanto facebook non è controllato da berlusconi! per la ragazza che si sente rappresentata da Di Pietro.. forse volevi dire Del Piero?"

Io:
"Il ragionamento 'antiberlusconiano=comunista' è il pensierino premasticato di cui ti ha fatto dono il nostro attuale premier... Mago della comunicazione, sa bene che a ripetere all'infinito certi pregiudizi la gente poi li assorbe (come: i magistrati che mi indagano sono tutti dei corrotti di sinistra, chi non è mio alleato è un comunista, ecc.).

L'apice di una politica fatta sugli slogan (con la sola differenza che se Berlusconi ha la faccia tosta di smentire per evitare querele e attenzione sul fatto... mentre le critiche fatte a Berlusconi difficilmente vengono smentite da chi le fa) a dx e sx, buona per persone il cui impegno politico non va al di là dello schierarsi da una parte e restarci (riducendo la politica a tifoseria 'grido e non rifletto'.

Almeno su Facebook si può decidere il contenuto dei suoi messaggi, cosa che nelle televisioni di RAI e Mediaset non è possibile. Internet dà la possibilità di reagire e parlare e approfondire, la tele NO.
"


Tizio:
"per fabio: l'unica cosa che sa fare l'opposizione quando la destra sale al potere è criticare e rompere il cazzo... fateci un po' caso.."

Io:
...guardando i telegiornali, sì. In genere ti fanno vedere il rappresentante di maggioranza e poi quello di minoranza che critica.
Accade con la sinistra al governo e accade con la destra al governo.
Ma è quello che ti fanno vedere ai telegiornali, non viene mostrato quando passano provvedimenti grazie anche all'opposizione, nè l'uno, nè nell'altro caso. I telegiornali non vengono costruiti a caso: decidere di cosa parlare, come e quando, la struttura del tg manda comunque un messaggio nascosto.

Come ti ho già detto prima, la mia idea è che ambo le 'squadre' vogliano ridurre il pensiero politico dell'italiano medio al minimo.
Sinistra contro Destra. Finchè si pensa così sarà un continuo alternarsi e non si lavorerà per ripulire il parlamento dai condannati, dagli inquisiti, dai collusi e da tutti quelli in odor di mafia e corruzione. Ma sopratutto non si farà niente per il famoso conflitto d'interessi (che non appartiene solo a Berlusconi/dx e che continua a permanere)

Ora, mi domando: sono un apolitico impegnato? No, non sono nè apolitico, nè impegnato.

Però sto pensando... e mi sto confrontando (WOW! dev'essere la prima volta in mesi!!!)

Potrei...potrei prendere seriamente in considerazione il progetto di buttare giù una visione per un possibile cambiamento, mi piacerebbe. Parlare del risveglio delle coscenze e di come raggiungerlo, parlare di come mettere in contatto persone attive e pensanti con un obiettivo comune... Insomma... di solito prima di pensare con la tua testa ti chiedono lo schieramento politico o 'che cosa fai a proposito?' intendendo sempre che -per fare qualcosa- devi essere inserito in un sistema già presente...

[Qui lascio correre il pensiero, non sorprendetevi se dico cose ovvie, già sentite o sbagliate, o viziate nella sostanza]

...lo vedo per esperienza personale con due associazioni... Tutti vogliono qualcosa che esista da tempo, che dia sicurezza, che possa andare avanti senza di loro... C'è quest'idea dell'organizzazione/schieramento che ammazza la novità, la voglia di creare NUOVE associazioni, NUOVI schieramenti... perchè nessuno dice di essere in grado di servire in un'associazione che chiede PIU' della consueta mezz'ora settimanale d'impegno... sai... ho il tempo troppo occupato, ecc.

Il nostro cuore non è lo stesso di tanti anni fa... dobbiamo accorgerci che desideriamo il cambiamento, ma che lo vogliamo alle nostre condizioni, dietro il nostro schermo, nella nostra casina, che ci lasci il tempo per il lavoro, la famiglia, gli amici, gli svaghi...

Che abbia il suo bello spazio concettuale delimitato e che non ci rompa troppo i coglioni...

Dobbiamo accorgerci che se vogliamo un cambiamento dobbiamo anteporre l'interesse di tutti ai nostri interessi, che dobbiamo pensarlo ed attuarlo costantemente. Che dobbiamo essere cittadini attivi e coscienti.

Ci lasceranno il tempo e le energie per esserlo? Ce li lasceremo?


Ahuuummm....

....Come va?

Bhè, in sintesi.

Il cuore torna a pompare sangue, la mente arranca un poco, lo studio s'è infoltito, ma la nostalgia per una casa ed autonomia è atavica.
Devo sbrigarmi.

Cauche mi ha regalato un diario. Lo riempirò?
Snà godrà un sacco perchè mi sento anch'io molto duale?

E poi ci sono cose che non voglio scrivere.
Alcune non le scrivo per amore, altre non le scrivo per impudicizia (altrui).

C'ho il bolo col fatto che il blog sia un diario, ma diario manifesto, dove alcuni sfoghi possono venire mazziati e ricondotti alla realtà di alcuni fatti.

Le narrazioni non sono mai oggettive... quando si fa esperienza di qualcosa si appone subito un giudizio ad essa.
E' la natura umana.
E' il problema che mi perseguita da un pò di tempo.

"Se l'esperienza è la parte più vitale dell'umano sentire...
e al contempo stesso non è mai oggettiva (vedi sopra)
com'è possibile ottenere un giudizio di valore oggettivo sul proprio operato?"

Perchè è questo che vado cercando. Un giudizio oggettivo sul mio operato. E sulle esperienze passate.
Però c'è ed è negativo (finisci l'università).
Forse sto sbagliando. Dovrei dare un giudizio di valore su me stesso partendo da me stesso e non dall'oggettività.

Oggi è una bella giornata, ma per completarla devo studiare, così sarò pronto per l'esame e mi toglierò di torno nella maniera meno nociva il problema università.

Da Grande Farò... ahahahaha!

Da grande farò il saggista.
Da grande farò il giornalista.
Da grande farò l'attore scritto.
Lo ammetto, sono un Giornalista di Ruolo...

Ecco un excursus da facebook di quanto ho prodotto in venti minuti (sarò sincero- meno di trenta) sulla bachecuccia del Mio Amico Omar (nonchè Gran Cancelliere, nonchè Signore dei Sith... iniziate a capire perchè è Mio Amico?).

Il soggetto in questione era la saga 'Ritorno dal Futuro' di Zemeckis e Spielberg... (giusto? boh) Il titolo lo aggiungo adesso.

"Ritorno dal futuro: elogio subliminare del più bieco Positivismo."
[NdA:e scusate se è poco]

Una produzione giacobina e atea che lascia sottendere che sia possibile per gli uomini alterare il flusso del tempo e quindi quello degli eventi, fregandosene bellamente del disegno di una più alta e nobile intelligenza.

Una trionfale pleteora dei più triti e beceri luoghi comuni del pensiero illuministico-positivista,
secondo il quale alla scienza tutto è permesso e tutto è possibile, financo riparare agli eventi più irreversibili.

Apolegesi colma di aporie che istiga apertamente a credere che la Scienza potrà un giorno riparare tutto, anche gli errori più spaventosi ed inumani commessi in suo nome... basterà solo un viaggio temporale!

Continui rafforzi a quest'idea di una scienza onnipossente e quindi libera da ogni fisima morale ricorrono continui nella saga: la possibilità di manipolare gli eventi a proprio favore, l'accenno di rapporto incestuoso fra Martin e sua madre da giovane e la sfrontatezza con cui Brown scende a patti con dei terroristi!

Ciliegina sulla torta: l'invocazione pagana dello scienziato (folle) Emmet Brown "Grande Giove!" che chiude con una metafora di superomismo prometiano... La stessa divinità invocata dallo scienziato è poi superata due volte: nella scena dove il fulmine viene imbrigliato e dominato dalla follia dello scienziato e in tutta la saga, dove la potenza di Crono (padre di Giove) viene asservita di volta in volta a scopi sempre più patetici: mera curiosità, salvaguardia della propria singola esistenza, avidità ed infine l'umana superbia, perfettamente simboleggiata dal 'treno a vapore-macchina del tempo' che fa assurgere Emmett Brown ad un rango-semidivino.

Altri elementi dell'uomo che sfida il divino (e le sue leggi) vincendole compaiono un pò dappertutto (ricordate l'accenno di relazione edipica?) e tante piccole metafore giacobine sono lasciate qua, là e ovunque... Subliminare la disposizione della città western, dove non compare quasi mai il luogo di culto, dove invece è vivida la presenza del Municipio (potere temporale) e del Saloon (panem et circenses et pulcra muliere*).

Fabio Ligonchi Mallero

*Fabio Ligonchi Mallero sicuramente conosce il latino e avrà dato la giusta traduzione di 'belle donnine' nella lingua -ahinoi- morta, Fabio purtroppo non sa il latino. Se siete dei più biechi esempi di giacobinismo, sono invece certo che reputate Fabio Ligonchi Mallero un mastica-rosari e rumina-latino: ovvero 'avrebbe scritto così perchè manda a memoria l'Angelus et il Pater Noster, ma in veritatis è un latinator maccheronicus'. Cavoli vostri, Ligonchi-Mallero non sta a spiegare a dei Più Biechi Esempi Giacobini che lui il latino l'ha studiato e anche bene!!!

Risposta di Omar e qui gongolo un pò perchè Omar è Intelligente, ma tremo anche perchè è Intelligente:

"
Fabio, se la giri a Giuliano Ferrara ti assume immediatamente!
E ti assumo pure io!

Non so cosa ti abbia scatenato una tale ispirazione, ma è fantastica!
Ora capisco... "Ritorno al futuro" mi ha educato!
Ringrazio il buon Spielberg (produttore) e Zemeckis (regista)."

P.S.: a che mi serve il controllo ortografico in inglese di LJ se io scrivo in italiano? Cazzari.







La Bellezza Giustifica Tutto...


Anche il 'passo la mano per questa vita perchè mi sento uno schifo, grazie'.

Oh, i sublimi abissi dell'abiezione.
Oh, la volontà che si fa sottile-sottile, e friabile come un crakcer.
Oh, la discesa lenta ed inesorabile de 'limeco...''
Oh, piangere così tanto sul latte versato, nella speranza che diventi camambert...

E' l'autunno?
E' casa?
E' il ripetersi una volta di troppo? (ogni volta è una volta di troppo)

Voglia di mandare a fare un giro tutto. Tutto.

O anche solo questo disco incantato che mi ha rotto.
Questo disco rotto che mi ha incantato.

"Non va Non va Non va Non va Non va Non va..."

Nei grammofoni per sbloccare basta un colpo secco e deciso.
Qui invece si necessita di un lavoro costante.

ARGH. Ehm.


C'è modo di scrivere qualcosa su questo blog che non sia la REITERAZIONE del fottutissimo mantra che mi balla in bocca da quattro anni?

Dopo la corsa all'ultimo minuto per organizzare il Music Summer Festival

(http://www.amiciamici.com/2008/09/05/music-summer-festival-2008/)

Dopo i tre giorni di urla, corse, sole, notti umide, invocazioni divine, epicità e PAAaallllPPPP del Gioco di Ruolo dal Vivo di Etemenanki

Foto dell'evento:
http://www.etemenanki.it/babilonia/img/foto/Sapientia/Gallery1/index.htm
(a breve anche le altre... ce n'è uno spatasso e devono upparle tutte)

Video del trailer: http://www.etemenanki.it/Trailer_Settembre_2008.zip

(oh! abbiamo sconfitto la Fine di Ogni Cosa, Armageddon, mica cippe!!! )

Dopo tutto questo... SESSIONE DI ESAMI!
E inoltre:

Il medico di famiglia che non si fa i cazzi suoi e ci ho pure la sudditanza psicologica nei suoi confronti che mi viene da balbettarci invece che parlare normalmente (sarà che lo conosco da una vita come figura ieratica, che palle).

Il ritornello trito e ritrito 'ma sul blog ci scrivi solo quanto sei sfigato?' di una voce interiore che è nata qualche mese fa e che per fortuna s'interessa solo del mio blog.

La sensazione di paura legata a quella d'inadeguatezza per quanto riguarda il 'prendere in mano' cose che mi stanno particolarmente a cuore... vuoi che sia una gestione 'virtuale' vuoi che sia la mia vita.

Il sentire la necessità di uno spazio mio... Per intenderci, dover cucinare per il pranzo famigliare per i prossimi giorni mi rende particolarmente nervoso, perchè sembra che mia nonna e mia zia siano fatte per incazzarsi al momento sbagliato e cioè quando proprio non ce n'è bisogno. Senza contare che preferirei sapere in anticipo che devo essere io a cucinare, non un'ora prima del pranzo, grazie.

E queste ed altre simpatiche cose fastidiose... (maldigola e tonsilla gigante, per esempio)

Ah, dimenticavo... ed è pure sessione d'esami.

Ma in sottofondo, la cosa che mi rende più nervoso e gonfia la mia acredine (sì ho un'acredine che tengo abilmente nascosta e che se sovrastimolata  scoppia nei momenti clou) è che il mio cervello funziona male. Le priorità sono scombussolate.

Mi sveglio la mattina e penso a cosa scrivere sul forum, mi siedo al computer ed accantono la tesi e la relazione del tirocinio, navigo per internet e invece che trovare nuove conoscenze giro a vuoto su vecchi siti... Reitero (e ridagli) schemi e comportamenti infruttuosi, sterili, negativi nella loro vicolociecaggine (UOA! che cavolo di neologismo.)

Tutto questo deve avere una scaturigine, possibilmente una scaturigine che si possa sradicare ed eradicare come un tubero malato, liberandomi in maniera definitiva da quell'agire così simile alla mosca che sbatte contro la finestra... il vetro è solido, ma lei crede sia aria e continua spetasciarcisi contro nel tentativo di superarlo... Me la immagino, la bestiola...

"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"
"PErchè qui l'AriA è SoliDA?"


Ecco come mi sento... Un anno di psicologa fottuto da due mesi estivi. E non faccio l'elenco delle altre cose che mi rendono nervoso.

Per il resto... va meglio. Devo ricordarmi di chiamare la relatrice, il prof dell'esame antipatico e il mio amico che fa palestra... e l'Assessore, sì.


Pensando ad un nodo da sciogliere... (o da stringere, nella più rosea delle ipotesi).


Como yo te amo...

Como yo te amo..
Como yo te amo...
convencete..convencete...
nadie te amar

 Como yo te amo...
como yo te amo
olvidate..olvidate
nadie te amar,
nadie te amar
nadie, por que...

yo!! te amo con la fuerza de los mares,
yo, te amo con el impetu del viento
yo, te amo en la distancia y en el tiempo
yo, te amo con mi alma y con mi carne
yo, te amo y su maana
yo, te amo como el hombre a su recuerdo
yo, te amo a puro grito y en silencio
yo, te amo de una forma sobrehumana
yo, te amo en la alegria y en el llanto
yo, te amo en el peligro y en la calma
yo, te amo cuando gritas cuando callas
yo te amo tanto yo te amo taaanto yooo..!!

Como yo te amo..
Como yo te amo...
convencete..convencete...
nadie te amar

Como yo te amo...
como yo te amo
olvidate..olvidate
nadie te amar,
nadie te amar
nadie, por que...

yo!! te amo con la fuerza de los mares,
yo, te amo con el impetu del viento
yo, te amo en la distancia y en el tiempo
yo, te amo con mi alma y con mi carne
yo, te amo como el nio a su maana
yo, te amo como el hombre a su recuerdo
yo, te amo a puro grito y en silencio
yo, te amo de una forma sobrehumana
yo, te amo en la alegria y en el llanto
yo, te amo en el peligro y en la calma
yo, te amo cuando gritas cuando callas
yo te amo tanto yo te amo taaanto yooo..!! x2

"Last time I saw you
We had just split in two.
You were looking at me.
I was looking at you.
You had a way so familiar,
But I could not recognize,
Cause you had blood on your face;
I had blood in my eyes.
But I could swear by your expression
That the pain down in your soul
Was the same as the one down in mine.
That's the pain,
Cuts a straight line
Down through the heart;
We called it love."

The Origini of Love, "Edwig and the Angry Inch"